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Cari, vi riporto una simpatica intervista che mi ha concesso “Il Piccolo Doge”.
Ovviamente i rigraziamenti sono doverosi!

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Il Piccolo Doge inaugura oggi la rubrica dedicata alla lettura. I miei ospiti sono tutti autori self che hanno editato i loro libri tramite Amazon o siti similari.
Parleranno di sè, delle loro opere, del perché scrivere, leggere…

“Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce”
Joseph Pulitzer

Spero che vi possa incuriosire e magari farvi… Leggere!

Il primo autore è una donna: di lei non si sa nulla se non il nome, Vera Q., ed il suo talento.

– Benvenuto sul Il Piccolo Doge, Vera Q. Parlaci un po’ di te.

Ciao, Piccolo Doge, e molte grazie per aver pensato a me per questa intervista.
Mi chiamo Vera Q. e, come chissà quanti altri, da grande vorrei fare la scrittrice.
Sorvolo, chiaramente, sul dare una definizione precisa a quel – da grande – , tenendo sempre a mente Camilleri: ho ancora qualche speranza.
Scrivo sicuramente per passione canalizzando nelle parole impresse su word, i pensieri, i ricordi e quello che tutti, chi più chi meno, viviamo o subiamo ogni giorno. Già. Faccio parte di un’epoca obliqua dove il concetto di solidarietà, o che so, di fratellanza, ha perso ogni tipo di connotazione riconosciuta ed è proprio la realtà odierna, fin troppo spesso crudele, la “fantasia” dalla quale prendo spunto. Mi diverte creare situazioni estreme intrise di sarcasmo e commiserazione portando al limite i miei personaggi e, con essi, i lettori. Prediligo il genere nero che mi permette di mettere in luce i lati più oscuri dei protagonisti: una piccola torcia che illumina l’abisso.
Ho pubblicato due ebook ad oggi: La scatola di cioccolatini di Silvia… ( e di altre crudeltà) e, l’ultimo nato, 2017 A.D.

– Il tuo libro 2017 A.D. è stato autopubblicato su Amazon, di cosa tratta, qual è la storia?

“2017 A.D. è un romanzo ambientato in un futuro prossimo tutt’altro che roseo, dove quattro vicini di casa condividono ben più del solo pianerottolo.
Mister G., il Vecchio, la Bionda ed il Medico: questi i loro soprannomi.
In un mondo sottosopra e claustrofobico, nel quale ogni cosa non è ciò che sembra, un nomignolo non può che snellire la faticosa mansione quotidiana del mantenersi in vita. Impresa davvero complicata quando è il caos a regnare.
Un thriller psicologico, irriverente, a tinte scure, in cui ogni piccolo tassello ha il compito di sorreggere ed alimentare il Puzzle dell’Alienazione.”
Questa è la sinossi del mio ultimo ebook inserita su Amazon, e mi permetto di fare una piccolissima aggiunta: nel caso possa stuzzicarvi l’idea di leggerlo, siate cauti nel formulare tesi sul cosa potrebbe accadere nel capitolo successivo… Ah no, nessun altro indizio! Niente pappa pronta!

– Cosa significa per un giovane autore poter autopubblicare le sue opere?

È una soddisfazione immensa, una fatica paragonabile al parto. Nel mio caso, però, non si tratta di figli, ma di piccoli mostri. Adorabili piccoli mostriciattoli cupi, del resto “ogni scarrafone è bello a mamma soja.” La gioia di condividere con altri una parte di sé stessi, questo è pubblicare. E poco importa che sia un self made senza blasone editoriale, è comunque frutto di lavoro, ricerca e di amore per la scrittura.

– Come risponde il mondo dell’editoria?

In un alfabeto morse di stampo alieno, seguendo un codice incomprensibile.
Il self-publishing è una realtà corposa purtroppo ignorata. Ben pochi riescono ad emergere e pochissimi a raggiungere un vasto pubblico. Le case editrici sorvegliano dall’alto, e con troppa diffidenza, il mondo in fermento degli scrittori indipendenti senza attingere a piene mani. Voglio sperare che si tratti esclusivamente di un lento adattarsi dovuto all’evidente cambiamento dei tempi: ora c’è internet, tutti possono avere un loro spazio seppur risicato. Mi rifiuto di credere che l’editoria italiana sia in mano a figure cieche o sorde. Ci sono davvero parecchi autori self meritevoli, basterebbe dar loro una chance.

– Cosa significa per te scrivere?

Liberare la mente ed immergermi in un universo mutevole, dove la mia immaginazione plasma consorzi umani cangianti e di ogni tipo. Belli, brutti, buoni, cattivi a seconda del mio umore. C’è un vago delirio di onnipotenza in tutto questo, vero?

– Come insegnare ai più giovani la passione per la lettura?

Stimolando la loro inventiva.
E va fatto da subito iniziando con il leggere ai più piccoli le fiabe, per abituarli a far volare i pensieri tra cosmi fatati e magici dove soltanto il proprio intelletto fa da padrone: un conto è visualizzare nella propria mente un castello sorvegliato dal drago, tutt’altro ritrovarselo spiattellato e scodellato in un film. I piccoli hanno una capacità d’apprendimento straordinaria, sono spugne inarrestabili! Farli innamorare delle parole è il compito di ciascun genitore: ci sono moltissimi libri adatti ai bambini, studiati appositamente per trasformare la lettura in gioco. Capire, comprendere, documentarsi sono i passi fondamentali che rendono un individuo dotato di conoscenza. E solo se conosci puoi scegliere.

– Progetti futuri? Altri libri in vista?

Sono immersa nella stesura del mio terzo libro, e questa volta tenterò di descrivere una situazione senza dubbio paradossale. Certo, dovrò infilarci qualche morto e cattiverie varie ed eventuali, ma questo fa parte dell’essere la terribile Vera Q., diamine! 😀

– Ah… Nel caso tu abbia incuriosito qualcuno e questo fosse pigro quanto la sottoscritta, precisamente, dove lo troviamo il tuo libro?

Qui, a questo link:

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: 2017 A.D.

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: La scatola di cioccolatini di Silvia… (e di altre crudeltà)

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: Io sono morto
Vera Q.

Link all’intervista:

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