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ATTENZIONE, QUESTO LIBRO CONTIENE SPOILER SUL DESTINO DEL MONDO

trumped

Ogni scrittore che ha partecipato a questa antologia ha a suo modo indagato il futuro, riportando in forma narrativa una personale profezia su quello che sarebbe accaduto con l’avvento di Trump.

La prima, mastodontica, immensa e in un certo senso inquieta previsione era proprio sulla sua elezione, puntualmente avvenuta.
Lo so, non è stato carino spoilerare il futuro.

Io partecipo con due racconti, “Il Muro del Fato” (Profezia ancora in fase di approvazione dal destino), e “Tu lo conosci Trump?” (Profezia in corso).

Altri autori hanno visto già puntualmente realizzato ciò che hanno scritto, potendo così festeggiare sulle pieghe sanguinanti della Storia.

Il modo migliore che ho di parlare di questa raccolta è farlo attraverso i racconti degli altri autori, in particolare ho deciso di recensire “GESTIONE DEL DISSENSO” di Rubrus.

« La lezione viene da lontano, dai tempi delle crociate. Ma il web l’ha resa popolare, pret-à-porter, per dirla in modo elegante. Ha preso questa enorme supposta di granito è l’ha disciolta dentro di noi, facendo di ogni internauta il tassello di un domino manipolato dall’odio. Ha messo in luce la forza armonizzante che ha “l’avversione verso un antagonista comune”. Questo ha rivelato di noi la rete, la propensione a coalizzarci più saldamente verso un nemico condiviso.

Quelli che odiano i vegani, quelli che odiano i carnivori, quelli che odiano gli stranieri, quelli che odiano gli americani, quelli che odiano le donne, quelli che odiano gli omosessuali, quelli che odiano, quelli che odiano, quelli che odiano…

Rubrus nel suo racconto la chiama “Gestione del dissenso.”, perché una peculiarità così potente e universale non può essere abbandonata a sé stessa, non può essere lasciata libera di agire nel mondo senza venire imbrigliata, incanalata, direzionata, resa utile. Messa a profitto.

In “Gestione del Dissenso” i protagonisti invisibili siamo noi, una umanità calata nelle tenebre desiderosa che qualcuno accenda una luce a cui rivolgere gli sguardi. Corpi inerti bramosi di essere catalizzati.

In questo clima germogliano i meccanismi architettati da Rubrus, dove Trump non è altro che una cuspide sostenuta dal desiderio popolare del dissenso, un polo magnetico verso il quale direzionarsi cercando una vendetta catartica che dia un senso alle nostre esistenze. Lo scrittore ci racconta il futuro svelandoci il presente, da vita ad una ucronia che nella realtà delle cose scalpita, ora, per realizzarsi. Il tutto messo in scena da un intelligente congegno narrativo che ci regala una metafora fantascientifica da appuntare sull’illusione di essere liberi che ha ognuno di noi.»

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Un estratto del mio racconto “Il Muro del Fato”
Una recensione favorevole per la raccolta ma non per me, qui
La recensione della rivista Altrisogni

Se vi interessa la mia raccolta di racconti Mendicanti d’Autunno, la trovate qui.

In ogni caso, state tranquilli, non serve agitarsi, il futuro è in attesa armato dal Destino.

L.

 

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