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“Con rischi indicibili e traversie innumerevoli”, ho scelto la poesia da inserire nel primo capitolo de “Il patto”, il mio nuovo racconto.
Il libro procede con la mia solita lentezza, ma procede. E sono a buon punto.
Torno a ringraziare di cuore, fegato e milza, tutti coloro che mi hanno inviato i loro scritti: avete una fantasia “mostruosa” e bellissima, e mi sembra doveroso postarli sul blog. Che tutti sappiano che gentaglia siete! 😛
Ho scelto, come sapete, per pertinenza con la trama del libro, trama che simpaticamente vi ho celato, e, rimugina rimugina, l’ignara Vera Bonaccini avrà il fardello di fare da rompighiaccio al mio ebook.
Grazie cara! Senza saperlo, hai detto tutto.

A voi la sua magnifica creazione e di seguito tutte le altre.
Se ho scordato qualcuno, fustigatemi.

Vostra.

Vera Q.

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l’ulna per un’urna
i reni per dei remi
capelli per castelli
le labbra per la rabbia
mitocondri nei dintorni
umor vitreo nel cristallo
tutto spetta allo sciacallo
che sorride all’aldilà

il palato è già passato
epidermi coi vermi
linfociti poco attivi
cheratina senza voglie
col sudore intorno al cuore
spine ossee e trallallà

tra le vene grasse e piene
un inutile cervello
indossato come anello
si riflette nello specchio
lo sciacallo un tempo vecchio

ossa, tendini e falangi
a danzare in tutta fretta
questa vita è una disdetta,
lo sciacallo ben lo sa

e ogni notte si ripete
il patto sporco della sete
corpi vuoti e masticati,
gli anni già dimenticati

ride ride lo sciacallo
mentre fuori canta il gallo,
solo per ventiquattr’ore
potrà correre nel sole

e ogni sera un contadino
si avvicina al suo mulino
pronto per sacrificare
la sua vita al focolare

ride e ride lo sciacallo
preparandosi un timballo
gli occhi blu del contadino
son mirtilli nel mattino

(Il Patto, Vera Bonaccini)

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Abyssus abyssum invocat.  

 

o viaggiatore, incauto
che ti fidi di chi soccorso ti presta.
poni attenzione alle parole e a quel che di loro resta
di patti chiusi col sangue
che di acqua ha piu densa memoria
ribolle il terreno esangue , sotto l’epidermide della storia.
Temi l’uomo e le sue promesse,
non porre mai segno alcuno
se ascoltar prima non hai le premesse
chi ti consiglia è un signor nessuno,
ma prima di te intrapresi la strada
che al rimpianto un di mi ha condotto
riponi nel fodero questa tua spada,
lascia il tuo polso intonso e incorrotto.
e dell’abisso non guardar mai il fondo
perchè abisso abisso chiama.
Questo è il monito di un errabondo
che un di ha amato ed ancora ama

Filippo Mattei

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Ma sì, stringiamoci la man.
Poi mi conterò le dita.

Giuseppe Franzinu

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Quello che ti distrugge

Quello che ti distrugge non è l’alcol
non sono le notti insonni
non è la pazzia
non è quello per cui devi lavorare
non è l’amore
Quello che ti distrugge
non è quanto ci provi
e neanche quanto fallisci
non dipende da nessun altro
Quello che ti distrugge
non è chi ti deride
chi ti isola
chi ti resiste
Quello che ti distrugge
è la tua bandiera
quello in cui credi
e che poi
arriva il momento
in cui
non ci credi
più

Marco Polani

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Tra amare
e tramare
ama.

Gianluca Lancieri

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Inerme
nell’era del freddo
il cui Utero mi partorì;
morire come vivere:
è qui.

Vanni Spinelli

 

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Ti ho sentito
Penetrarmi nella carne
Canino
Roberta Bassotti

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P er i nostri prossimi
A nni, quelli che restano,
T i posso offrire solo
T anto autentico e viscerale
O dio, amore mio.

Giustino Gnagnarella

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Sacrifico la mia timidezza
Occhi puntati e bocche piene di commenti
Sacrifico la mia libertà
Con passo sinuoso attraversa il mare di folla diviso come le acque di Mosè
Sacrifico la mia libertà d’ espressione
Ormai vicina, allunga il tentacolo
Non scappo, anche se vorrei
Sacrifico ció che sono
Due catene circolari ci uniscono
Sacrifico tutto
Sull’ altare della Pieve

Daniele Stark Zinelli

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EGO

Chiudendo gli occhi
su noi stessi
emancipiamo il vizio
della regressione

Appoggiarsi
rende i mostri
monarchi

Redent Enzo Lomanno

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Ci sarà un giorno
in cui sarò stanco
di visitare tombe a pagamento
e raccogliere punti per oggetti inutili.

Allora mi fermerò presso un mare qualsiasi
e ripenserò, scalciando i flutti,
al patto firmato con la vita e con la morte,
a un bambino con la mia faccia,
a un giovane con le mie sembianze,
a un anziano con le mie fattezze.

Personaggi che erano me
e che finirò di interpretare.

Romeo Vernazza

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IL PATTO
A te gli ampi spazi.
Nel mio rigo di pentagramma,
la chiave di violino.

Francesca Rossetti

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IL PATTO

Vattene,
E ti farò felice.

Francesca Rossetti

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Un patto
Io e il Demonio
Classici contraenti

Ma all’ultimo…
…uno esita.

Lui.

Pellegrino Dormiente

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Doveva essere una cosa veloce. Se fosse o meno indolore, non aveva importanza.
Andava fatta. Così, con un taglio netto e via, senza ripensamenti.
E tutto quello che era esistito prima, sarebbe stato diverso. Un ricordo diverso.
A volte, per vedere bene una situazione, bisogna esaminarla da distante. Basta un lampo, nel buio della notte, a dare un punto di vista differente su un panorama abituale, a squarciare il piattume della routine. Un po’ come un quadro di Fontana.
Quello strappo andava fatto, per forza, e non poteva essere rimandato.

Lorena Nasi

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Farò presa
come il filo interdentale.

A patto
che la lingua
non si metta in mezzo.

Catia Dinoni

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Le parole sono state pronunciate -le nostre parole.
Il giorno sarà nostro, abbiamo detto.
L’orologio è stato caricato.
E milioni di auto hanno coperto il suono dei passi e noi siamo, adesso, un’altra cosa.
Ma il giorno diventerà nostro
e le parole che abbiamo pronunciato
smetteranno di essere suono
smetteranno di essere voce
smetteranno di essere,
e basta.

Gianni Bardi

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Killer(s)

Staminale è il guardarsi
fino al nucleo
iniettati l’uno nell’altro
fecondati da piaceri
che sentiamo non bastare
e ci pranziamo
senza i segnaposto
con la bocca e le mani animali
di cellule killer
affamate da sempre

Alessandra Piccoli

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Era una cupa mezzanotte, quando finalmente giunsi alla mia dimora, come compagno solo il vento a proferir parola. Fiaccato dal giorno ormai passato, lasciato il mondo alle spalle, carogna infame; mi accinsi a raggiungere il mio soffice rifugio, letto delle mie brame. persino il cane, fedele amico, alla mia vista rimase nella cuccia barricato, come alla vista di un nemico inaspettato. anche tu mi hai tradito! da domani in poi solo secco, niente di più inumidito. gettato sul viso il velo funereo della coperta, ecco al dunque la nuova sgradevole scoperta; Gelido, come un assaggio di cripta era il mio giaciglio, come una precoce sepoltura prima del tempo. anche l’amata, bella addormentata, immota e affascinante, divideva con me quel letto di morte apparente. ed ecco che, come spada di ghiaccio, giunse una nuova delizia.. -Moreee, ho i piedini freddi..- disse lei, con brama di piantare le sue lapidi nei mie stinchi. -bene dunque!- il Patto con l’amore sia sancito anche stanotte; il mio cuore nelle sue mani, i suoi sepolcri sui miei reni. per tutte le notti a venire, per tutta la vita. finche questo abbraccio mi trafiggerà, nessun gelo tranne che il tuo, che vorrò cercare; l’anima prenderà.

Carlo Francucci

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A patto che muoiano. TUTTI!

Silvia Baldessari

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