Tag

, , , , ,

Il tempo è un incendio che brucia alle nostre spalle, costringendoci a correre sempre avanti, in cerca di salvezza. L’illusione è credere che da qualche parte ci sia un traguardo da tagliare, un posto sicuro dove riposarsi, un letto dove sdraiarsi e riprendere fiato. Ma la cruda verità è che nella maratona dell’esistenza possiamo al massimo rallentare.
Fermarsi è male.
Fermarsi è morire.
Ogni passo è unico e irripetibile.
Così stanno le cose.

Poi c’è la modernità, il nostro presente. La grande illusione. Ovunque ci voltiamo tutto grida al volume dell’anima che niente è perduto. Tutto è recuperabile, sostituibile, ripetibile. Una sorta di eterno ritorno pret-à-porter, sempre disponibile, sempre in tasca. La musica, i film, i libri, i nostri diari, le agende di lavoro, le foto. Ne abbiamo copie, di copie, di copie che non ci abbandonano mai.

Niente è più originale, tutto è una copia. Indistinguibile ed eterna.

Questa idea, che in principio riguardava le cose, sta lentamente permeando dentro di noi. Si sta radicando negli esseri Umani, ci sta convincendo che alle nostre spalle non avvampa nessun incendio. Che sotto i nostri piedi non vi è nessuna urgenza di mettere distanza tra noi e la fame senza fine del tempo che ci brama.

Ci affacciamo ad internet, ma potrebbe essere una stanza, una casa, un diario, l’orecchio di un’altra persona, e inconsapevolmente, come un virus, iniziamo a replicarci. A riproporre parti parziali del nostro Io nel tentativo di avere un doppio, un avatar digitale che ci sostituisca. Le nostre parole, le nostre foto, i nostri video, i nostri gusti, la nostra vita, le nostre emozioni.
Ma quelli non siamo noi, quello è solo facebook.

E poi ci sono gli amici che vanno, le persone che spariscono. Mogli, mariti, amanti, conoscenti, parenti. Alcuni percorrono altre strade, altri cadono per sempre. Si fermano, senza più fiato da offrire alle vampe. E questa modernità fatta di infinite occasioni ci spinge a sostituire amici, mogli, mariti, amanti, conoscenti, in modo da rendere più solida l’illusione, in modo da credere una volta di più che nessun fuoco ci travolgerà, facendo di noi nient’altro che cenere.

I Cloni regnano, promettendo una eternità di forma.

E se è anche vero che la vita è un continuo ripetersi di momenti simili, lo è altrettanto il fatto che siano irripetibili.

Momenti unici che sveliamo sul nostro cammino, e un attimo dopo abbandoniamo alle fiamme. E spesso nemmeno ce ne accorgiamo, di questi momenti. Convinti come siamo che tutto torni, che tutto sia recuperabile, accessibile, a portata di copia.

E proprio per questa illusione poi li perdiamo.

Non meritiamo nulla.

É uno di quei ricordi indelebili, il mio. Quello di quando ho portato mio padre in ospedale, e l’ho visto sparire dietro le porte arancioni del pronto soccorso. Credo di averlo salutato toccandogli una spalla. Poi mi sono seduto ad aspettare, illuso che a breve avrei potuto parlargli. Ma mio padre era stanco, non c’era più strada per lui. L’incendio lo aveva raggiunto. Non potevo saperlo, ma non ci sarebbero state altre parole, altri saluti. Il momento unico era passato.

Quella è stata l’ultima volta che l’ho visto sveglio, mente attraversava una porta, piegato dagli anni e dalla sofferenza. Poi nei miei ricordi è sempre stato addormentato, come un personaggio delle fiabe, fino a quando una notte la morte lo ha raggiunto nel reparto di terapia intensiva e se l’è preso, ridestandolo dall’altra parte.

Che ci piaccia o no, tutta la nostra vita sarà segnata da questi momenti unici, da queste occasioni di felicità o dolore a cui giungeremo assolutamente impreparati, come impreparata era mia madre quando sua sorella le ha detto – vai già? Non ti fermi un altro po’?
L’incendio alle sue spalle le ha messo fretta, l’ha fatta correre, le ha fatto dire – Ho da fare, ci vediamo domani – ma domani era già troppo tardi.
Il fuoco. Il tempo. Le vampe. L’unicità di ogni istante della nostra esistenza che appena vissuto è perduto per sempre.
Cenere.

Mi viene da dire che il Tempo è crudele, ma il Tempo non è crudele. Non è una lancetta che ruota su di un piatto all’infinito illudendoci che ci sia un ritorno. Non è sabbia che precipita spinta dalle dita della gravità.
Il Tempo non è buono.
Il Tempo non è una meridiana che riga con una inconsistente matita d’ombra lo scorrere delle ore senza mai graffiare nulla.
Il Tempo non è nemmeno una medicina che mette balsamo sulle nostre ferite.
Il Tempo è beffardo. Fiamme che gridano alle nostre spalle obbligandoci a correre sempre avanti, sempre di corsa, verso un traguardo fatto di niente.
Ciao Zia, ciao Papà. L’incendio è passato, è il momento di riposare.

L.

Annunci