Tag

, , , , , , , , , , , ,

La incontro ad un angolo insignificante della strada, nel paese vecchio. Non c’è nulla di particolare in quel punto, la lingua nera dell’asfalto piega verso destra e poi svanisce, inghiottita dalla fila di case diroccate e anonime declinate sull’orizzonte. Hanno facciate irregolari che sporgono come pance gonfie e tetti disordinati e senza coppi, come una bocca sdentata. C’è anche un giardino, ma è spoglio, grigio, una porzione di terra lunare bruciata da una stella che non sa dosare il suo amore. Io cammino, e lei è lì. Bellissima. Indossa dei semplicissimi jeans e una maglia scura. Ha gli occhi blu e i capelli biondi. La pelle è bianca, colorata con l’avorio. Le labbra: rossissime, una fragola lucidata con il sangue. Da qualche parte soffia un vento tiepido, che si abbandona morbido contro le nuvole come un mare estivo farebbe con le rocce. Carezze che scavano dentro.

Io alzo gli occhi, poi li riabbasso, e li rialzo ancora. Lei mi sorride. Ciao, mi dice, ho sperato di ritrovarti qui. Le sue parole hanno un suono antico, per me. Sono nostalgiche e familiari. Non riesco nemmeno a replicare con un ciao, che uno dei comignoli inizia a fischiare e sputare fumo bianco, e poi un secondo comignolo, e un terzo, fino a quando tutti i camini del paese si allineano in una colonna di vapore accompagnata da uno stridio infernale.

In quell’istante mi sveglio. Apro gli occhi, come se avessero appena acceso la luce. La mia testa sbatte un paio di volte contro il finestrino del treno. Le orecchie sono piene del grido delle ruote del vagone che slittano sui binari. Metallo contro metallo. Una fermata è in arrivo. Tra qualche istante la carrozza sarà invasa dai pendolari. Avverto il sogno ancora nella mia mente, come la brace di un falò appena spento. In un lampo di lucidità capisco perché le parole di quella ragazza mi hanno colpito come una frustata di piume: mi ha parlato in Italiano, la mia lingua di origine.
Agli inizi era tutto più difficile, formulavo i pensieri nella lingua madre, e poi procedevo con la traduzione. Questo faceva di me un essere umano con un sistema operativo vecchio, che rispondeva ai comandi quel mezzo secondo in più che generalmente fa incazzare la persone. L’errore era mio, pensare nella vecchia lingua quando adesso ne avevo una nuova. Così, col tempo, mi sono costretto a ragionare con gli idiomi del mondo che mi circondava. Anche se capitava spesso di intravedere un punto interrogativo sul volto dei miei interlocutori, quando mi sfuggiva qualche frase in Italiano. Dedizione e metodo mi hanno salvato dall’isolamento. Ma le mie origini erano tornate a trovarmi in sogno; uno spettro. Una colpa. Una macchia che non può essere lavata.
Come si fa a seppellire una montagna?

Era tanto che non accadeva, e questo mi preoccupa. Perché dopo quelle visite oniriche, avevo sempre paura che la bocca, che il cervello, si fossero ingarbugliati. E a fronte di quel nodo avessi perduto la capacità della mia nuova lingua, inchiodato per sempre a parlare solo in Italiano. Marchiato in eterno come “straniero”. Riorganizzare i pensieri non serviva, come non serve ora, l’unica cosa era, ed è, parlare e ascoltarmi, per essere certo di avere ancora una capacità bilingue.
Osservo un autoctono che si affaccia nel corridoio, uno che conosco. Lo chiamerò e gli domanderò se stamattina ha voglia di farsi un caffè prima del lavoro. Lo guardo, dagli occhi intuisco che mi riconosce. Alzo la mano in segno di saluto. Accendo la dinamo del mio bilinguismo e dico Ehi bello, sta mattina o strippato. Ke te lo fai un coffee al bar della battona? Ciò bisogno di kaffeina cuando sto cos’ì! Ai mica una paglia?
Lui mi squadra un po’ stranito, poi si siede accanto a me. Di brutto. Risponde. Estrae il cellulare e lancia Candy Crush Saga.
Perfetto, penso, non si è accorto di nulla. La mia vita è salva. Il mondo è rientrato nel suo asse. La paura dissipata. Il bilinguismo salvo. l’Italiano è rimasto esattamente dove l’avevo lasciato: in sogno.

L.

————————————————————————————————-

Per comprare il mio libro Mendicanti d’Autunno su dbooks.it

Per comprare il mio libro Mendicanti d’Autunno su amazon.it

Annunci