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In occasione dell’uscita del mio nuovo libercolo, La bestia, ho indetto un piccolo contest per poeti: creare una poesia a tema, da inserire nell’ebook, basandosi solo sul titolo del racconto.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti e per mostrarvi la loro fantasia.
Un grosso, ma proprio grosso abbraccio a tutti: siete unici.

La poesia scelta è di Pellegrino Dormiente.

Trangugia avida
I rimasugli
Della mia umanità

Rido fiero
A tal guisa
L’ho cresciuta

Ed ecco tutte le poesie:

Stanca di girovagar per cimiteri silenziosi
la bestia trova riparo nel mio cuore.
Piccolo enorme spazio ferito da umane intenzioni.
Non ho timore di lei, ma di quel che è stato.

Sabrina Magnani

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Dentro di noi, è lì che si cela.
In ognuno, è lì che vive.
La senti cantare ogni tanto,
ragionare con te, e di te nutrirsi.
Fa che i tuoi sogni si trasformino in incubi,
e gli affetti in nemici mortali,
che la luce divenga buio, il buio terrore, il terrore morte,
il mondo e le genti che diventino malevoli avversari.
Come la tarma nel tenero legno,
scava in te profonde ferite,
a seminar i suoi frutti amari.
Che l’amor diventi odio,
le passioni infami desideri,
il giusto l’ingiusto.
Questo fa ciò che tu sfami,
quel bruto a cui non ti occulti:
la bestia che è in te e in tutti noi.
E di cui, spesso, ci nutriamo.

Claudio Mattiello

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Chi mai potrebbe amare una Bestia?

Questa felicità
non può durare,
l’ho avvertito sin
dal primo istante.

E’ un mare,
un ondata che viene
e poi scappa
e poi torna
e mi lascia completamente
in balia del suo moto…

Non riesco a fermarla.
Non riesco a gestirla
e la verità, l’unica verità
è che voglio restare ferma sul mio scoglio
a farmi lambire.

Tu sei la mia Belle
e io sono la Bestia.

Non certo la tua
ma piuttosto,
la Bestia di tutti.

Sono rinchiusa in un castello maledetto
senza vie di uscita
senza mobilio parlante:
sola
con il mio dolore.

Ogni volta
che arrivo a fare un patto
interiore
con me stessa,
quando decido che ormai è tempo
di lasciarti andare
(perchè è così che si fa quando si ama)
tu ritorni.

Ritorna qualcosa:
un’ eco
un profumo
un illusione.

Mia dolce, dolce
Belle
non c’è nome che avrebbe
potuto render meglio l’idea
della tua anima…

Avresti potuto spezzare l’incantesimo
con un bacio?

Credo che nessuno,
riesca a vedere nei tuoi occhi
quello che io vedo da così lontano,
questo specchio è la mia dannazione.

Mi mostra tutto ciò che nella realtà
ho potuto solo scorgere, e quando sorridi
il mio cuore va in frantumi
tanto in fretta che non potrei nemmeno contarli.

Nessuna rosa incantata a scandire il mio
tempo.
E’ una maledizione che porto addosso
da troppo.

Posso solo sognar (ti)
di balli
e carezze
e di riascoltare la tua voce.

Resterò a guardarti,
la mia servitù è la mia tristezza,
all’interno di queste mura piove sempre
e la luce riesce solo a filtrare.

Resterò a distanza,
lasciandoti libera di essere felice
perchè è una storia vecchia come il mondo:
chi mai potrebbe amare, una Bestia?

Ebe Juventas

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Animale di classe sopraffina;
scruta, osserva, valuta la distanza della sua vittima;
SCATTA
Una corsa a perdifiato finché non agguanta
LA SUA PREDA
Quando sarete tra le sue fauci Il vostro cuore avrà smesso si battere.
Da calma…a bestia selvatica…
IL PASSO E` BREVE!!

Valentina Sita

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Lei dorme.
Abita luoghi che non ami
bui
e inospitali.
Sopita da secoli in
te
improvvisamente
arriva.

Roberto Salvato

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    Bramosa
    arriva
    la bestia.
    Arriva.
    Nel giorno di sole.
    Arriva.
    Nella notte di luna.
    Ha fame.
    Mai paga
    di lacrime
    di umori
    di sangue.
    Sale
    impugna
    ventre
    cuore.
    Lascia
    sconquasso
    brandelli.
    Sparisce.

Maria R. Orlando

—————————————

La caccia è in corso
 – schiavo delle mie pulsioni mi inebrio del profumo dolciastro del sangue –
l’estasi acceca il senso di colpa
 – sopprimendo dubbi e incertezze affondo i denti nelle sue carni –

marco sere

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Respira.
Nell’aria affonda i denti,
lo stimolo bramante:
il sangue è vicino.

Scatta.
Le armi affilate;
la gabbia ormai lontana,
lo sguardo sulla preda.

Cala la notte, il vento si alza.
E fugge, e trema,
e invano si nasconde.

Le speranze son tradite.
L’altare ormai è pronto:
il colpo, ultimo, vibra.

Elisa Friguglietti – Ladro Steiner

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mi rode
mi inquieta
mi scuote
mi riempie la mente
ti odio
fremo nel dirtelo
nel pensarlo
proprio non mi piaci così
sei antipatica
arrogante e presuntuosa
ti morderei
ti stringerei i polsi
fino a farti male
la tua testa reclinata indietro
tirata per i capelli
ti strapperei i vestiti di dosso
morderti i capezzoli
oscenamente turgidi
il tuo corpo mi sfida ma non cedo
ti strigo i seni e cerco
di affondare il mio odio tra di essi
non mi sfuggi
blocco le tue grida con baci profondi
le tue gambe contro le mie
il profumo del tuo sesso
contro il mio
furente e violento
ti odio
stronza
puttana
la mia troia
sentilo
stringilo
avviluppalo
bagnalo
scuotilo
spremilo
esplodilo dentro te
ti voglio riempire fino all’orgasmo
innalzarti fino al paradiso
per farti godere
dell’inferno
del mio inferno
dove tu sei la fiamma
cocente di passione.
TI ODIO
TI AMO

Vittorio Paolo Fasciani

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