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Come i malanni di stagione, ecco spuntare in una cupa recrudescenza la campagna pro lettura di quest’anno, “Passaparola”. Già dalle prime immagini si capisce che con i libri ci puoi fare di tutto, tranne che leggerli. Un po’ scomodi da far rimbalzare a terra, ottimi come freesby, sono l’ideale quando non hai un pallone o una lattina da prendere a calci. Oltre che utili per colmare lo spazio vuoto negli scaffali delle librerie, diventano killer micidiali contro zanzare e mosconi. Mattoncini lego in formato XXL, risultano comodissimi per la creazione di colonne, spassosi quando usati come racchetta da tennis per colpire in testa i compagni di classe.

Prossimamente mi aspetto:

1 Caminetto acceso, dentro libri in fiamme. Slogan – Accendi la cultura


2 Un libro vola giù da una finestra e si schianta di piatto sulla faccia di uno studente che prende il sole sull’erba. Slogan – I libri colpiscono

3 Uno studente entra nel cesso della scuola e si rende conto che la carta igienica è finita, con lampo di genio apre il suo zaino e tira fuori un libro. Slogan – Un libro sa sempre come aiutarti

Ho l’impressione che questi spot siano più lo svolgimento di un tema che una reale intenzione di creare una comunicazione efficace. Tutti quelli che amano la lettura, sanno che i libri si aprono come si aprono le porte, che sono bocche, che sono semi, che sono mondi intrappolati tra parentesi di carta, che sono vivi, perché ogni volta che li rileggiamo sono uguali ma diversi, come le persone. Alcuni ci attraversano come fantasmi, altri si piantano come chiodi nelle nostre esistenze.

A volte gli occhi sono fatti così. Guardano una persona, e quello che vedono sono solo 70 chili di carne. Guardano un libro, e quello che vedono sono solo 200 grammi di carta.

L.

 

 

 

 

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