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E’ qualcosa diverso dalla bugia. E’ più una cieca convinzione, uno scoglio immaginario al quale aggrapparsi per paura di affondare. Sentirlo mi ha sempre fatto ridere, perché con il mio cinismo crepuscolare ho sempre immaginato l’Essere Umano come una freccia convinta di poter inchiodare il sole. Lo slancio che c’è al momento della partenza si dissolve sotto il peso incessante della gravità. La costanza che sconfigge l’entusiasmo, la corrente che ha la meglio sulla ribellione. Per questo motivo quando sento dire dai:

fumatori
peccatori
traditori
alcolizzati
giocatori
cannaioli
innamorati
bugiardi
pornocrati
oziosi
volgari
violenti
affamati
succubi
segaioli
e via dicendo

posso smettere quando voglio, mi strappano sempre un sorriso a mezza bocca. No, penso, non puoi smettere quando vuoi. Meglio sarebbe se dicessero posso smettere se ho fortuna, ma alla fortuna non si aggrappano mai. Meglio credere alla volontà, che è un’illusione di produzione propria, è un fiore piantato nel giardino delle scuse.

E mentre rido di questa gente, mi ritrovo a guardare il mio doppio nello specchio e riflettere sull’odio.

posso smettere quando voglio, mi dico tra il convincimento e la preghiera

posso smettere quando voglio

posso smettere quando voglio

posso…

L.

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