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Cosa hanno in comune, amiche mie, Frida Kahlo e Marlene Dietrich?
Entrambe incisive, entrambe belle donne ed entrambe afflitte da una pessima gestione delle sopracciglia.
La prima ha sempre dimostrato una certa predilezione verso la peluria selvaggia, la seconda ha depilato oltre il depilabile.
Vi assicuro, care, che esista una dignitosa via di mezzo.
E’ un appello accorato, il mio.
Posate all’istante quella dannatissima pinzetta ed, una volta per tutte, lasciate che l’arcata sopraccigliare torni ad avere un aspetto umano.
Mi è chiaro che il tappetino di pelo a rifinire l’occhio non sia massimo del fascino, ma qui si esagera.
Siete andate oltre.
Rimane il “depellarsi”, tuttavia dubito che abbiate la vocazione da Pinhead, capoccia dei Supplizianti.
Non vi accorgete d’essere simili ad un clown?
Sfoltisci, sfoltisci, è rimasto l’osso.
L’assenza di peluria vi rende aliene ed espressive quanto una coscia di pollo.
Depilata, chiaro.
Quelle di voi che, poi, si disegnano con la matita la zona pelosa inesistente meritano d’essere arse vive.
Avete perso il senso del bello, lasciatevelo dire.
Ed ora, per espiare, pretendo che andiate su Google e digitiate “Lilith di John Collier” osservando, a lungo, la maestosità che vi si para davanti al naso.
La nostra bellissima “antenata” possiede lunghi e folti capelli, icona tipica di sensualità, chioma di un brillante colore rosso a rappresentare la lussuria sfrenata.
Stiamo parlando della carnalità per eccellenza.
Osservatele il volto.
Osservatele le sopracciglia, adesso.
Ecco.
Ci siamo capite?
“In medio stat virtus.”
Il dito medio, ovvio.

Vera Q.

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