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Grazie a FIUME GIALLO – Esperienze Narrative per questa bella intervista!

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Oggi vi presentiamo l’abile e truce scrittrice Vera Q.
Una penna libera e impertinente come un deretano al sole. A voi!

1 .Ok Vera Q. parlaci del tuo libro, fallo come desideri e dacci 3 buoni motivi per leggerlo e uno per non leggerlo.

2017 A.D. nasce dopo aver visto l’ennesima sparatoria nel solito telegiornale: A, alleato di B, crivella C, mentre D, alleato di A e di C, non sopporta B. Il tutto in un guazzabuglio di proiettili. Chiaramente le spese delle decisioni di A, B, C, D le subisce esclusivamente P.
Da leggersi come Popolo, Poveraccio o Perseguito. Incassiamo costantemente guerre, torti, nefandezze che non ci appartengono, chini e curvi, e molto spesso impotenti.
Così, prendendo spunto da una realtà che viaggia su di un treno senza freni e macchinista, ho descritto, a modo mio, la stazione d’arrivo. Postaccio, credimi.
Questo ebook, senza dubbio, è una lettura azzeccata per gli amanti del cinismo e dei toni cupi. Non mancano angoscia e quella simpatica sensazione di soffocamento.
Tuttavia sono certa che ciascuno prenderà le parti di uno o più degli odiosi personaggi. L’empatia non contraddistingue solo le parentesi rosa sviluppandosi anche nel nero pece.
Se cercate qualcosa di insolito, improbabile e con un epilogo inaspettato 2017 A.D. è il vostro libro.
Ne sconsiglio la lettura a tutti coloro che sognano puffose storie d’amore: questo romanzo è un incubo ed io, a tratti, sono Freddy Krueger.

2. Facciamo un gioco. io ti dico una parola e tu mi dici la prima che ti viene in mente ed alla fine troviamo una logica.

cane
cuore
veleno
età
pagina

è un gioco scemo lo so…ma tu ti sei prestata! Potrebbe diventare una storia e…ad ogni modo testa i tuoi riflessi da scrittore.

Cane – morte
Cuore – morte
Veleno – morte
Età – morte
Pagina – morte

Trova il misteriosissimo filo conduttore!

3. Torniamo ad esser seri, quale è il tuo tratto distintivo … e non dirmi il colon!

Spero e credo l’ironia. E questo non solo fa capolino in quel che scrivo, è proprio un mio modo d’essere.
Sono la prima a scherzare sui miei difetti e, vista la gamma corposa di virtù al contrario che possiedo, mi risulta semplice prendermi in giro anche in modi alquanto feroci.
Non lesino neppure sul mio essere di forma bonsai ad esempio, e so bene che nelle botti piccole il vino sarà pur buono ma, tirando somme, è sempre troppo poco.
Spesso questo mio lato carnevalesco è tradotto con una mia presunta poca sensibilità, eppure non rido delle situazioni delicate sfottendo la persona, piuttosto rido con il malcapitato burlandomi dell’avvenimento nefasto. Differenza sottile, seppur sostanziale.
La battuta, il sarcasmo sono il pepe della vita. Non potrei sopravvivere al grigiore quotidiano se non avessi modo di burlare la routine o le grane giornaliere. Trovo il comico persino nella disperazione e questo perché, sotto sotto, sono un’inguaribile ottimista.
Nei miei testi c’è molto di me in tal senso. Prendo le distanze dalle azioni bieche dei miei protagonisti rendendoli detestabili e li canzono per farne delle vittime. Bersagli di loro stessi, a ben vedersi. In fondo siamo tutti perseguitati dalle nostre imperfezioni di qualsiasi genere esse siano. L’accettazione, quando avviene, si verifica molto spesso in parte, per cui tanto vale motteggiare su quel che ci affligge.

4. Di cosa credi che abbia bisogno l’editoria italiana?

Di un eccitante. In via endovenosa, direi. Il panorama italico della narrativa è lo stesso da anni come se ci fosse la volontà di adagiarsi sul conosciuto a discapito della novità.
Ogni libro edito ha una sua precisa e maniacale collocazione, un’etichetta imprescindibile. Autori buttati nel calderone di filoni esanimi e ben poche ventate di aria nuova.
Forse il lettore richiede questo, mi dico.
O forse il lettore, più verosimilmente, si accontenta suo malgrado di quel che trova in libreria, cullato dalla “marca” quasi come se fosse una targhetta blasonata a decretare la qualità di uno scritto.
E se nessuno smuove le acque, il mare, da pescoso bacino, diventerà un putrido stagno. Personalmente, visto l’andazzo, prevedo le sabbie (im)mobili.
Per fortuna l’opportunità di autopubblicarsi ha permesso a molti, me compresa, di ritagliarsi uno spazio infinitesimale nel quale essere presenti e siamo una forza tutt’altro che minuta. Inoltre l’acquisto online ha la comodità impagabile di consolidare lo shopping in ciabatte. Vuoi mettere?

5. Raccontaci la tua routine e come fai a barcamenarti tra quotidiano, sonno, immaginazione, scrittura.

Ho un’esistenza decisamente disordinata, sono le mie gatte a scandire il round della battaglia quotidiana del vivere e, come loro, prediligo la notte rispetto al giorno. Questo perché il “dì” è diviso tra lavoro ed impegni casalinghi mentre la sera, complice il silenzio, mi permette di dedicarmi a quel che più m’aggrada. Scrivere sopra ogni cosa, passione alla quale consacro molto tempo, ma anche del sano cazzeggio è sempre una scelta oltremodo gettonata. Quel meraviglioso far niente o far tutto, senza fretta, orario o senso logico. La libertà di leggere, ascoltare musica, mangiare, impazzire con un giochino per pc senza che il telefono mi tartassi.
Una cosa che non può mancare nelle mie nottate è l’abuso di dolcetti ed intrugli fumanti. È proprio una coccola che mi concedo con costanza morbosa.
Pasticcini, tazzona bollente di thè, caminetto acceso, l’uomo che amo al mio fianco… ed una sonora dormita.
Già, non dimenticare che, nonostante tutto, ho un’età. Dannazione!

Link all’intervista: Fiume Giallo – Esperienze narrative: Intervista a Vera Q.
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Vera Q.

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