Tag

, , , , , ,

Come tutti voi saprete, i termini “Madonna con bambino” si riferiscono all’arte sacra di stampo cristiano ed identificano, in genere, una situazione di tipo famigliare ben precisa dove la Vergine Maria tiene tra le braccia Gesù infante.
Una pennellata di amore materno per antonomasia da vedersi in un museo, la raffigurazione dell’apoteosi del sentimento appesa in un salone religioso, l’inno vittorioso della Madre di tutte le Madri ad imperitura memoria, alloggiato in un cimitero monumentale.
Eppure io, di Madonne con bambino, ne ammiro a bizzeffe e senza dover fare la fila per accaparrarmi alcun biglietto.
Le mie Madonne con bambino, quelle omologate 2013, non si trovano incorniciate al Louvre né sono scolpite nel marmo, no: le mie Madonne con bambino, non solo non utilizzano le braccia per sorreggere i loro pargoletti servendosi invece di macchinosi passeggini, ma non posseggono neppure un’oncia di quell’abnegazione timbrata e certificata dalla religione.
Le mie Madonne con bambino scorrazzano libere per il centro cittadino spingendo con una mano la carrozzina e, con l’altra, portano il cellulare all’orecchio fissando la vetrina oltre l’incrocio, meta verso la quale approderanno ad ogni costo.
Costoro avanzano regine della strada, facendosi largo nel traffico tramite l’uso criminale del passeggino che immergono nel mare d’asfalto. Una rompighiaccio che solca la banchisa artica, un Titanic, se vogliamo.
E troveranno il loro iceberg prima o poi.
Niente strisce pedonali, sia mai! Sbucano dal nulla, satanicamente protette da cassonetti della spazzatura, da cartelli pubblicitari o da veicoli parcheggiati, andando all’arrembaggio armate di bambino “votivo” che lanciano nel viavai senza vergogna, sicure d’avere dalla loro la carta vincente.
Guai a clacsonare. S’indispettiscono, s’adombrano, s’arrabbiano. Talune sbraitano insultandoti.
Tu che hai come sola colpa quella d’aver frenato così forte da ritrovarti a baciare il parabrezza, tu che sarai per sempre un pirata della strada, tu l’Incivile con la “I” maiuscola.
Le mie Madonne con bambino si servono dello stesso stratagemma al supermercato.
La carrozzina, nel Tempio della Carta di Credito, è obsoleta. Queste Madonne sfruttano il carrello della spesa ed è lì dentro che adagiano il frugoletto.
Cambia l’arma, non il metodo.
La meccanica, di fatto, è simile: ti sbarrano il passaggio arraffando prima di te ogni prodotto contrassegnato dalla parola “offerta” e, nella malaugurata ipotesi che il match si svolga alle casse, ti speronano con il carrello nella speranza di soffiarti il posto.
Le più ardite chiedono spazio incolpando il bambino: ha fame, ha sete, ha sonno, ha-una-malattia-incurabile-e-se-passo-prima-di-te-alla-cassa-si-salverà!
Quelle più morigerate ti sfondano le terga, sorridendoti.
Ed io penso alle interrogazioni di arte al liceo, a quante Madonne con bambino ho commentato esaltandone i tratti angelici, spendendo parole sulla delicatezza degli sguardi tra mamma e figlio, descrivendo minuziosamente quell’intreccio d’abbracci con timore di svilire la purezza dell’istante immortalato dall’icona.
Macché.
Era solo letteratura.
Porterò avanti la mia personale battaglia civica: sostituire il cartello stradale che avvisa dell’eventuale pericolo di animali vaganti sulla carreggiata con una fedele riproduzione della Madonna con bambino proposta dal Masaccio.
La Madonna dall’espressione “pesce lesso”, esatto.
Quella che mi è costata un sei meno, proprio a causa del mio tentennare sul suo volto ben poco estatico.
Quella che, invece, incarna perfettamente le Madonne con bambino datate nuovo millennio: stesso occhio vispo.

Vera Q.

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: Io sono morto

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: 2017 A.D.

Per acquistare il mio libro (ebook) su amazon: La scatola di cioccolatini di Silvia… (e di altre crudeltà)

Annunci