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Fine. Spesso è la sottile linea che divide il tutto dal niente.

Fine, è anche quella che ti aspetti dopo i titoli di coda di un film, le quattro parole che in fondo al libro che hai letto ti dicono che per quella storia è finito l’inchiostro.

Fine, una persona, un oggetto raffinato, e ancora una volta si torna alla linea, che per l’eleganza è tutto.

Fine, che se è brutta di sicuro qualcuno te l’ha augurata, ma anche se ti ha auspicato di farne una bella, di certo non ne sarai contento.

Fine, che se giustifica i mezzi è sempre un maschio con una spiccata simpatia per le bassezze.

Fine, che anche escatolata per bene spesso è un calendario fatto da un Maya negligente e pigro che non ha voglia di iniziarne un altro.

Fine, come dire sottile, ma essere sottile non garantisce per nulla essere anche fine.

Fine, come la fine di un amore, che è una porta che si chiude da una stanza per aprirsi in un’altra, da un tutto ad un altro tutto, oppure da un niente ad un niente ancora più profondo.

Fine, quella che tutti vorremmo vedere dopo una lunga sofferenza. A volte come quella di un tunnel, altre, la fine e basta.

Fine, che se è in, infine, è uguale alla fine ma arriva solo dopo una lunga chiacchierata.

Fine, che quando è quella del mondo allora è tutto un abbracciarsi e rincorrersi nella comunione, ma se è quella di un reprobo qualunque è avvolta in un sudario di indifferenza, come una stella che si spegne di giorno.

Fine, la fine della giovinezza, che sembra non arrivare mai, e poi un giorno la schiena ti dice che il giorno del mai è adesso.

Fine, come quelle bugie che recitano, questa volta è la fine, e invece ce ne sono ancora due.

Fine, che se è senza, allora è cieca, poiché non vede mai la fine. Ma di infinito c’è solo la stupidità, e questo è sotto gli occhi di tutti, perché sono riprese le infinite campagne elettorali e le promesse stregate che ci vogliono come avidi gnomi affamati d’oro e di noi stessi, a cui vorrei dire; finitela con queste stronzate.

Mi ero ripromesso di essere fine, ma la finezza è sempre una questione di linea, e se è la linea è sottile allora anche la volgarità può essere

. Fine

L.

 

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