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Mangiare e fare sesso rientrano nei miei personalissimi piaceri della vita.
Mangiare e poi fare sesso.
Fare sesso e poi mangiare.
Mangiare facendo sesso.
Fare sesso mangiando.
Apprezzo le diverse declinazioni.
Per quanto possa apparire di bassa lega, temo sia un istinto ancestrale.
Nutrirsi e procreare sono necessità primarie che garantiscono la sopravvivenza della specie.
Soddisfare un bisogno non può che agevolarci l’umore e la convivenza con i nostri simili.
La pancia piena e le palle vuote ti permettono d’affrontare un capo intransigente, un impiegato scortese o una qualsiasi giornata pesante.
Assunto che non prevede il lunedì, ma qui servirebbe un capitolo a parte sul quale sorvolerò.
Vi sfido a perseverare nel contrario: divorati dai morsi della fame e con lo sperma a livello iride.
Lo so, è l’antitesi della gioia.
E vale per entrambi i sessi, non penserete che le signore siano immuni da questo principio.
Spiace vedere che nell’evolersi del genere umano, questi stimoli vitali siano virati da forza maggiore e piacevole passatempo, a nuova essenza che ricorda soltanto nell’azione compiuta il gesto originario.
Si mangia per noia, non per fame.
Si mangia in piedi, con un occhio puntato al quadrante dell’orologio.
Si mangia con la televisione accesa pur avendo la cucina farcita di commensali.
Non mentite, chiunque ha questi peccati da scontare.
Ho divorato un tramezzino chiusa in auto e ferma al semaforo, posso forse pontificare?
“Sono in ritardo! In arciritardissimo!” Siamo tutti Bianconiglio.
Tuttavia, se abbiamo snaturato il cibo, con il sesso abbiamo fatto tabula rasa.
E qui, perdonatemi, mi chiamo fuori.
L’ossessione del “fottere” non si espleta più tra le pareti di casa raggiungendo ogni remoto angolo della nostra quotidianità.
Fottiamo il negoziante che, distrattamente, ci ha dato il resto sbagliato.
Fottiamo gli amici, i parenti, i vicini, con una predilezione verso gli estranei.
Fottere, per molti, è diventato solo sinonimo di imbroglio.
E quanto compiacimento c’è nel vantarsi d’aver fottuto!
Eppure, fottere, ha come genesi la vita ed il dare e provare piacere.
Questo novello fottere, invece, è unilaterale.
Al fottuto, brucia.
Non dirò cosa, suppongo siate sufficientemente scafati per capire di che parlo.
E nel caso siate talmente abituati a questo nuovo ceppo del fottere, d’aver smarrito l’intenzione madre, sperimentatelo su voi stessi.
Fottetevi.

Vera Q.

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