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Il concetto di valore è indissolubilmente legato al valore che si dà al valore.
Frase che annoderebbe qualsiasi lingua eppure esprime, in modo proprio, il mio pensiero.
Come genere umano attribuiamo un valore alle cose ed alle persone pesandole sulla fantomatica bilancia della stima.
Bilancia universale, a quanto pare.
Libra con la quale mi trovo spesso in totale disaccordo.
Le persone, dunque, ci stimano. E’ prassi.
Non gioiamone: ci stanno solo catalogando nella scala “valore” e, come un qualsiasi appezzamento di terreno, siamo soggetti a rendita catastale.
Noi, di contro, stimiamo gli altri senza prendere le distanze da questa consolidata tradizione dotati di metro aggiornato al millimetro per saggiare ogni dimensione.
Essere una persona di valore, se associato alla morale, ci identifica come qualcuno da erigere ad esempio.
Ci piace l’idea del “Maestro di Vita”. Un po’ Sai Baba, ecco.
In altri ambiti, il valore diventa sinonimo di potere: “un uomo di un certo peso” recita il modo di dire.
E qui mutiamo in super eroi, dei veri e propri “supermega direttori” nei campi più disparati dall’economico al politico abbracciando ogni branca in cui l’uomo può divenire leader, nefandezze comprese.
Potere.
Attenzione a dirlo ad alta voce, vi scoppia tra le labbra.
Esiste, poi, il valore affettivo.
Marchiamo gli oggetti, quindi il valore non è più legato esclusivamente al “valore” calibrato dalla stima cosmica, bensì al valore intimo dell’estimatore.
E questo fa vacillare il fulcro del valore rendendolo davvero umano: concordare sul fatto che un benefattore senza macchia né paura vinca la medaglia al valore della rettitudine, è capibile, conservare nell’armadio magliette dei nostri 15 anni consunte, bucate e sopra ogni cosa inestimabili indica, principalmente, un bisogno di certezze tipico di tutti noi non certo una quotazione oggettiva.
E qui entra in gioco il vero valore.
Qui si manifesta la scala valore nella sua interezza.
Fanculo la stima astrale ereditata da qualche buontempone.
Fanculo il sentimento, non è con quello che si risolve l’equazione.
Il denaro è il peso che quantifica il valore di qualsiasi cosa, tutto è soggetto a valutazione ed a conseguente contrassegno monetario, persone incluse.
Altro sintomo di svilimento del valore che perde la sua dote aulica mercificandosi, sia chiaro.
L’antico concetto ellenico “dell’uomo dabbene”, il bello e buono, il “valoroso” a 360 gradi è ora una figuretta che al massimo, di gradi, ne compie o ne fa compiere 90.
Cosa indubbiamente ha valore?
Come potrei dimostrare ad un alieno munito di raggi gamma che distruggere la Terra sarebbe uno spreco universale?
Ha valore l’uomo o ciò a cui esso ha attribuito valore?
Il singolo o l’invenzione di gruppo?
Tutto ha un suo valore, abbiamo stabilito a tavolino questo comandamento ed ora ci è sfuggito di mano.
Inoltre ne discende che se tutto ha valore, nulla ha valore: questo è pacifico.
Per cui qualsiasi risposta esaurisce la domanda.
Bel rompicapo.
Deciderà l’alieno quale sia l’effettivo valore dell’umanità.
Io descriverò la situazione terrestre esaltando l’intelletto generale.
Gli farò leggere le mirabolanti note del mio microonde: “La microonde non è adatta per riscaldare animali vivi.”

Buona fine del mondo.

Vera Q.

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