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Il quesito invincibile.
Ogni argomento ne ha uno, da quello più aulico a quello più popolare, da quelli personali e di quartiere, a quelli universali. Non importa quanti argomenti abbiate, quante chiacchiere riusciate a cucire con le vostre alacri bocche, non conta quanto ne sappiate su di un argomento o quanto profondi possano essere i vostri ragionamenti, quando il quesito invincibile arriva, arriva, e a seguire c’è solo il silenzio.E se pensate che sia invincibile perché è corazzato come Superman, allora proprio non avete capito un cazzo, poiché è esattamente l’opposto, voi siete Superman, e lui è la vostra personale kryptonite.

Ora, posso capire che parlandone in astratto, questo fantomatico quesito invincibile appaia farraginoso, inafferrabile, impalpabile come le nuvolette di fumo che si materializzano sopra le nostre teste quando ci immaginiamo avvinghiati a qualche star e starlette dei giornali, ma posso assicurarvi che il quesito invincibile esiste, è reale, ed è tra noi.

Anche se non ha una forma precisa, perché cambia, si trasforma, muta, varia il proprio contenuto a seconda delle esigenze, parla tutte le lingue del mondo, si insinua in ognuno di noi, infettandoci come portatori sani del morbo, riconoscerlo è abbastanza semplice, solitamente dopo che viene espresso, segue il silenzio (o qualche sconclusionato balbettio).

Ma facciamo un esempio pratico con qualcosa che tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito (o detto), un classico intramontabile di quesito invincibile, il: e i bambini che muoiono di fame allora?

Una situazione tipo, voi siete amanti degli animali, e perorate la vostra causa con qualcuno, e ad un certo punto del vostro dibattito quel qualcuno dice; e i bambini che muoiono di fame allora?
Silenzio.
Hai vinto.
Quesito invincibile.

Voi siete ostinati bambini di sette anni, che odiano come se fossero l’origine di tutti i mali del mondo quei fottuti broccoli verdi, quei dannatissimi vegetobocconi, mangereste delle puntine arrugginite piuttosto, poi, ad un certo punto vostra madre spalanca la bocca e dice; e i bambini che muoiono di fame allora?
Silenzio.
Hai vinto.
Quesito invincibile.

Mettiamo che voi siate amanti del cinema, ma non quel tipo di amanti sofisticati e con la puzza sotto il naso, ma piuttosto amanti generosi ed entusiasti, vogliosi regalare spillette a tutte le pellicole che vi hanno dato emozioni, e che ad un certo punto vi venga da dire, Batman Dark knight è un capolavoro, e il vostro interlocutore snob, con il quesito invincibile tra le labbra vi risponda:
Se quello è un capolavoro, allora Bergman cos’è?
Silenzio.
Hai vinto.
Quesito invincibile.

Nelle cose piccole, nelle cose grandi, il quesito invincibile è lì che ci aspetta. Noi siamo Superman, lui è la kryptonite.
Ma un uomo non è un Uomo se almeno una volta nella vita non si scaglia contro il sole, se non prova ad alzare la testa contro l’impossibile.
La scienza spiega il come delle cose, ma non può spiegare i perché.
Nella discussione tra scienza e religione, nella lotta sull’attribuzione delle competenze tra questi due giganti della Storia, ecco che il religioso ha dalla sua il quesito invincibile, l’arma totale che come napalm normalizza la foresta in rivolta.

L’appunto che voglio fare inizia proprio dai perché. Mi domando se Il perché delle cose, non sia altro che una esigenza Umana, se non sia una necessità tipica della nostra razza, se invece che essere una domanda che allarga i nostri orizzonti, non sia piuttosto un recinto che ci limita, che ci circoscrive e circoscrive la comprensione che possiamo avere del mondo.
Perché c’è l’universo? Perché esiste la vita?
E se non esistesse un perché?

Sarebbe come cercare ostinatamente con gli occhi le tracce di qualcuno su di una strada dove è passata solo la sua voce.
E se l’Universo fosse regolato non dai perché, ma dalle opportunità. Se nell’Universo le cose accadessero ogni volta che hanno l’opportunità di accadere:
Può nascere una Stella? Nasce una stella.
Può esistere lo Spazio Tempo? Nasce lo spazio tempo.
Lascio la mela, la mela precipita tutte le volte che ha l’opportunità farlo.

La vita? Nell’Universo si è aperta l’opportunità di esistere, e così è emersa dalle possibilità.
Possiamo farlo? Facciamolo.
Ecco la vita, la natura, gli esseri Umani. Tutti questi elementi hanno fatto la loro comparsa in un regime di opportunità, introducendo nuove variabili e cancellando altre strade nel campo delle possibilità.

Ma torniamo al nostro quesito invincibile:

La scienza spiega il come delle cose, ma non può spiegare i perché.

Se il perché è una invenzione Umana, quanto non è presuntuoso pretendere di piegare tutto l’Universo, tutta l’esistenza, tutto quello di noto e ignoto che c’è nell’esistenza per essere centrifugato nei perché che spalleggiano le religioni?

E’ come cercare di inquadrare un profumo con un cannocchiale, e poi provare a spiegarlo.

Forse dovremmo togliere la parrucca a Dio, farlo uscire dalle favole e rimetterlo al suo posto, disciolto negli ingranaggi che regolano l’Universo.

Non posso sapere se un Creatore esiste o non esiste, ma quando avrò l’occasione di chiederglielo, lo farò.

L. Perché non esisti?
D. Mi è mancata l’opportunità.
Silenzio.
Hai vinto.
Quesito invincibile.

L.

 

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