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Prima del BluRay e degli HD, molto, ma molto prima, e appena dopo la pittura rupestre (ma non tanto dopo), esistevano le leggendarie VHS, supporti magnetici su cui si potevano stoccare i film con la stessa praticità con cui un delfino riesce a tosare il culo di una vacca.
Come pistoleri drogati di caffeina, si bivaccava ad occhi sgranati davanti al film pronti a schiacciare pausa sul telecomando per evirare la pubblicità.

Ricordo che la mia è stata una delle prime famiglie del quartiere ad avere un videoregistratore, e tutto il vicinato si riuniva il sabato sera a rivedere con grande maraviglia i programmi del pomeriggio e della notte (no, non Marylin video). Al centro della sala c’era LUI , con l’ora sempre lampeggiante sulle 12.00, se non proprio il reginetto indiscusso della stanza (quello resta il titolo inviolabile del Tv), almeno il suo soffice cuscino.

Un progetto alieno avallato dalla C.I.A., aveva messo in circolazione una serie di manuali d’uso dei videoregistratori pensati per condurre lentamente alla follia. Ma a che cazzo servivano tutti quei bottoni? Eppure, ancora oggi che il DVD resta il mio supporto preferito (Brucia all’inferno dannato BlueRay), una lacrimuccia trasuda dai miei occhi vetusti e aridi, nel vedere le testine del videoregistratore graffiare l’immagine sullo schermo mentre cercano di allinearsi sulla qualità migliore (rumore di caramella scartata uguale bestemmione epocale).

Alcuni dei miei amici più cari li ho persi così, schiacciati mentre dormivano beati sotto dighe sottili e fragili ricolme di videocassette. Morti ai piedi di mensole pensate per supportare gracili giocattolini kinder, che cedevano in boati notturni, spezzate da una babele di film che svettava fino al cielo.

Ma anche se il VHS è stato il Vietnam della mia generazione, come in tutte le guerre ci sono reduci, sopravvissuti, testimoni, come i ragazzi di Malastrana, la fanzine con cui collaboro e che recentemente ha aperto uno spazio qui su wordpress, malastranavhs, dedicato alla recensione e catalogazione dei film in VHS non riconvertiti al DVD.

Più che una capsula del tempo, a vent’anni di distanza sembra di osservare una dimensione parallela.

L.

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