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Lo so, noi donne siamo un rebus, eppure vi assicuro che ciò che conta sia riuscire a categorizzarci.
L’insieme definito “genere femminile” è suddivisibile in tre parti pressoché perfette: le Donne, le Femmine e le Persone.
Le prime prendono distanza dall’uomo considerandolo un mondo a parte, incompatibile e da tastarsi solo nell’intimità.
Le Donne vogliono l’emancipazione, vogliono le pari opportunità, vogliono, insomma, essere libere d’essere Donne.
Il che, capiamoci, è sacrosanto.
Non sono oggetti, bensì esseri senzienti con aspirazioni, capacità ed intelletto.
Non si spiega, tuttavia, l’uso indiscriminato del capezzolo quale baluardo di decoro morale.
Anni di lotte femministe per affermare uno status d’autosufficienza polverizzati dai media dove le Donne, consenzienti, sono spesso ritratte ad angolo retto.
E leverei il termine angolo.
In questo gelo mentale, che non si sposa con la vocazione garibaldina delle Donne, c’è poi chi trova la sua realizzazione nell’emulare ruoli prettamente maschili con il disastroso risultato di donarsi al lesbismo furioso o rientrare a pieno titolo nella categoria “frustrate”.
Non me ne vogliano le lesbiche, ma il termine “avere le palle” non è da leggersi solo in senso letterale.
Le Donne, dunque, sono l’essenza dell’incoerenza.
Sarà pur vero che “L’utero è mio e lo gestisco io!” e che quest’utero frutti molto meglio di una casa in affitto, ma la coerenza vorrebbe il non confondere libertà con lassità.
Conquistare queste Donne è impossibile.
Se è il cuore ciò che volete, scordatevelo.
Se è il cu…ore piazzato sopra le cosce lo avrete non abbiate timore, sotto congruo compenso.
Le Femmine, invece, sono una boscaglia ombrosa di rettitudine ad ogni costo.
La fidanza perfetta, la moglie perfetta, la mamma perfetta.
Due palle.
Le potete trovare al supermercato mentre scandagliano ogni singola targhetta dei prodotti in vendita, oppure al parco con i figli dotate di cambio maglia perché «sia mai che il piccolo sudi.»
Hanno spesso una buona cultura e molti interessi. Ed ascoltando le loro compite regole di vita, avrete addirittura la voglia d’affidare loro i vostri risparmi.
Non fatelo, signori.
Le Femmine osservano le Donne con inconfessata ammirazione.
Le denigrano sia chiaro, eppure mai come in questo caso il detto “chi disprezza, compra” è calzante.
E’ il salto da Femmina a Donna che le spaventa, non la bramosia di saltare.
Attenzione, quindi.
Le Femmine sono esseri da maneggiarsi e manutentarsi con estrema cautela.
Se è questo il vostro prototipo da ammaliare, la tecnica è la seguente: fatele sentire indispensabili, non vi abbandoneranno mai, avvinte come l’edera [cit.]
E ricordando a tutti che l’edera è una pianta infestante, passo alle Persone.
Le Persone non hanno sesso.
Si manifestano nella natura femminile come in quella maschile.
Le Persone sono entità una diversa dall’altra.
Buone, cattive, intelligenti, stupide, affini al vostro sentire o piazzate agli antipodi.
Ingraziarsi le Persone è un lavoro complesso: occorre mettersi in discussione e scoprire il loro carattere.
Ed è questo il bello, assaporare poco alla volta chi abbiamo davanti.
Datemi retta signori uomini, innamoratevi delle Persone lasciando ad altri le etichette.
Il sesso, inteso come specie, è solo una convenzione.
Indagate sul temperamento delle Persone e soltanto dopo verificate che l’organo genitale vi sia congeniale.
Sì, lo dico anche per gli omofobi.
Amare le Persone farà di voi una Persona migliore.

Vera Q.

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