La paura si innesca subito, rapida come un elettrone in un acceleratore di particelle, no cazzo, un altro Cloverfield, e per mezzora sei convinto che presto o tardi tornerai a fare i conti con l’ultima cosa che hai mangiato. Poi però  le videocamere si stabilizzano, qualcuno dietro le quinte si è avvicinato al regista e gli ha detto non sono tutti balenieri quelli in sala , mettiti una mano sul cuore. E il regista la mano sul cuore se la mette veramente, le immagini tornano ad una dimensione di movimento accettabile e qualcosa che si agitava sulla bocca dello stomaco ti dice ora goditi il film, noi ci rivediamo domani mattina.

Ma il film punta tutto su una qualità, lo stupore.

Stupisciti!

Stupisciti!

Stupisciti!

E per dio, alla fine mi stupisco sul serio, infatti Chronicle diventa AKIRA, il povero Andrew si trasforma in Tetsuo che scappa dall’ospedale e mette a ferro e fuoco la città, e Matt in un instancabile Kaneda disposto a gridare il nome del suo amichetto fino al limite della raucedine.

Citazione o furto? Spero citazione, perché diversamente resterebbe una pellicola con davvero poche qualità.

 

L.

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