Quante cose impossibili si nascondono dentro la mente di un uomo, quanti sogni crudi, quanti appetiti, quante monete amare da restituire, quante piume di struzzo e quante piume d’angelo si possono immagazzinare nella testa di un uomo?

Troppe, troppi, troppo di tutto.

Per questo, nel paese brutale in cui vivo, nell’ultimo confine del mondo, un Uomo che decide di occupare lo scranno comunale deve fare una scelta, deve stabilire che colori indossare per tutto il suo mandato; se il bianco del giusto, il giallo dell’avido, il verde del matto, il nero del bastardo, il rosso del sanguinario o il blu del filosofo.

E’ nel pieno diritto di un cittadino sapere che tipo di sindaco guiderà il paese, così dice la vecchia regola, per questo una volta che un sindaco ha scelto un colore, non potrà più cambiarlo.

Così come non possiamo chiedere ad una freccia scoccata di tornare indietro per cambiare bersaglio, allo stesso modo non possiamo affidarci ad un capo che non ha la mente lucida. La scelta indelebile pesa sul cuore, ma aiuta la mira.

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