In questo momento in Tv, è la passerella dei cantanti che hanno affollato Sanremo a battere cassa. Affermati, emergenti, annegati, per ognuno di loro ci sono cinque minuti d’onore nei talk del pomeriggio. Quello che mi sorprende è questa nuova moda porno pop che prima li fa cantare, e poi un serraglio di opinionisti si passa la candela enunciando cosa gli piace o non gli piace di quel cantante, di quell’emergente, di quella meteora schiantata: capisco dal viso che sei umile, ho ammirato la semplicità del tuo look, sei coraggiosa perché sai mettere in evidenza una femminilità dolce e non aggressiva…
Come se la loro opinione contasse qualcosa, come se contasse più del cantante, della canzone stessa, come se ad un artista gliene fregasse qualcosa di quell’inutile berciare.
E’ come guardare dentro un binocolo dalla parte sbagliata, le distanze si invertono: prima la critica, poi la persona, e solo per ultimo il lavoro.

Sarebbe bello avere un telecomando che quando schiacci un bottone,al posto del canale cambi le persone.

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