E’ un uomo saggio. Seduto nella posizione del loto, mentre nascosto ai nostri occhi, nella sua mente assuefatta alla meditazione contempla le energie che si intersecano nel cosmo. – Eccolo! – verrebbe da dire, L’Equilibrio.
Io vedo un uomo su di una fune, in bilico su di un crepaccio mentre a piccoli passi avanza trasportando la sua asta come se fosse la cosa più importante della sua vita. E probabilmente lo è. Mostrare il fianco significherebbe precipitare, significherebbe morire sconfitti dalla gravità. Niente energie che confluiscono nel creato, ma solo piccoli passi sul filo della tragedia. Restare in vita, combattere la gravità, respirare. L’Equilibrio.

Quando ero un ragazzino circolava questa voce, questa sorta di leggenda urbana che per ogni uomo c’erano dieci donne, e va da sé pensare che se tu non te ne facevi nemmeno una, allora c’era in giro un bastardo che se la spassava con le altre venti che mancavano al tuo appello. Teoria dei vasi comunicanti, compensazione, equilibrio. Così andava l’universo. Se eri uno sgorbio ma un po’ intelligente, da qualche altra parte c’era un belloccio con un cervello asfittico, le ragazze brutte erano simpatiche e quelle carine tutte delle stronze colossali. Dio era un ragioniere, ingiusto forse, ma equilibrato, perché a fine giornata i conti tornavano tutti. Dai cento, incassi cento.
Poi un giorno ti svegli, mandi una mail ad una segreteria dell’Università (ma potrebbe essere la segreteria di un qualunque burocrate di questo mondo), fai domande, chiedi punto per punto quello che ti serve sapere, e loro ti rispondono che devi andare in loco, che solo lì verranno risolti i problemi. Prendi il permesso dal lavoro, ti alzi presto, spendi i soldi della benzina, fai un lungo viaggio, raggiungi una stazione, spendi soldi per il treno, bruci il tuo tempo, fatichi fisicamente a raggiungere la sede, cammini, irradi calore in quel cosmo che piace tanto contemplare a quelli che stanno seduti nella posizione del loto, ti fai la tua bella coda davanti alla segreteria, e poi… e poi ti dicono che andare fin lì non serve a niente. Che è stato tutto inutile. Tempo. Soldi. Energie. Tutto bruciato in trenta secondi di conversazione che non ha prodotto praticamente nulla.
Da qualche parte sulla terra qualche fortunato esce di casa e un burocrate gli lascia la dichiarazione dei redditi già compilata sotto il tappeto di casa? Non credo. Niente compensazione per questo genere di cose. Queste persone continuano a prendere crediti, ad accumulare torti che non verranno sanati, a farci bruciare tempo, soldi ed energie senza che da qualche altra parte qualcuno possa beneficiarne.

Cos’è l’Equilibrio? L’uomo del fiore di loto, o il funambolo sul filo della tragedia? Cosa è più rassicurante? L’Equilibrio è finito, la calcolatrice di Dio si è rotta. Il mondo si inclina, come una barca che si piega sul fianco.

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