Ultimamente, ascoltando molti talk, sembra che il nuovo mantra dei commentatori sui giovani, sia che hanno perso la prospettiva per il futuro, che le aspirazioni siano inaridite assieme a tutto il serraglio che ruota attorno ai doveri della gioven-tudine. Forse è vero, o forse no, o piu’ semplicemente siamo tutti concentrati a istituire il sogno di qualcun altro piuttosto che realizzare le nostre visioni del futuro. Tanti piccoli sognatori operai che lavorano per edificare l’ambizione di un politico, di una multinazionale, di una marca di scarpe, di un voyeurismo catodico, di un niente all’occidentale.

L.

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