Quando provi a vivere di scrittura, non sei esattamente il protagonista di un mondo in cui la gente raccoglie manciate di soldi e te li lancia con benevolenza. E se sono manciate, di solito sono manciate di sassi, e tutta la scrittura di cui sei capace, devi impiegarla su di un grosso cartello incidendo le parole: non colpitemi in faccia, per favore.
La scrittura produce povertà, è come una sorta di malattia che parte dal vocabolario e consuma edace il portafogli fino all’osso.
Così, capita sovente, e non solo a chi prova a vivere di scrittura, che i conti per stare a galla si fanno prendendo le misure con le ossa, e anche chi ha le ossa come metro di misura, ogni tanto esce con gli amici, va al bar a bere una cosa, spende soldi e si lamenta.

3 euro e 80 una lattina di tea, la stessa lattina che al supermercato pago 60/70 cent.
praticamente al litro sono 11.40 euro (1.50 litri costa 1.30 euro nei supermercati), ovvero ventiduemilalire un litro di tea, che con "la cinquantamilalire" una volta facevi il signore.
Ma con 11.40 che mi compro?
– Una buona bottiglia di vino
– Mangio una pizza con gli amici
– Prendo il treno da varese per milano e torno indietro
– Mi faccio poco meno di dieci litri di benzina e percorro 180 km
– Vado al cinema e lascio 50 cent. di mancia al tizio che strappa i biglietti e non sorride mai
– Mi compro un gratta e vinci da 10 euro e in tasca mi rimane ancora 1 euro e 40 per fare follie tutta la notte
– ….
– ….

Poi dicono che i giovani si alcolizzano, ci credo, pure io che non bevo una birretta me la farei, che per averla nel bicchiere devi coltivare l’orzo, o il mais o il frumento, mieterlo, far fermentare tutto, fruttarlo e via dicendo, ti costa 3.10, e una lattina di una bibita qualsiasi 3.80

L.

Annunci